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La
cosiddetta via di mezzo (via XX settembre) su cui si
affacciano edifici pubblici, abitazioni, palazzi,
botteghe, è anche asse di simmetria per le strade
secondarie, che si svolgono parallelamente ad essa.
Nella documentazione notarile del '400-'500 esse vengono
menzionate come contrada di sotto (lato mare) e contrada
di sopra (lato monte). Vicoli e androni articolano e
completano l'assetto urbano, modesto ma vivace, con una
fitta trama di percorsi e di collegamenti fra i due assi
principali. Un recinto murato, realizzato con cortine in
laterizio, dotate di merlature a sporto ed intervallate
da alcuni torrioni, definisce e delimita l'impianto
urbano.
L'impianto
di fondazione del castello nuovo, quasi sicuramente a
pianta regolare, che risale alla fine del Duecento,
rimase più tardi inglobato in seguito ad addizioni
prodottesi in epoca malatestiana che portarono alla
ristrutturazione della fortificazione e al conseguente
ampliamento dell'abitato, in sovrapposizione alla maglia
regolare originaria (1442 circa).
Durante
il XVI secolo, in seguito ad un nutrito flusso
migratorio proveniente dai centri circonvicini e
costieri, andarono formandosi, lungo la direttrice
principale, i due borghi di S.Antonio e della Scuola,
che presero nome dai due centri religiosi
precedentemente sorti a breve distanza dal recinto
fortificato. Il primo assunse il tipico andamento
lineare lungo la strada al di là del ponte sul torrente
Ventena.
Il
Borgo della scuola, la cui forma nel Settecento è già
delineata attorno ad una piazza di mercato, assumerà
gli attuali caratteri solo dopo la ristrutturazione
ottocentesca.
Il
Borgo di S.Antonio prese nome dalla chiesa omonima,
detta anche dei Padri Celestini, menzionata già nel
Quattrocento.
San
Giovanni in Marignano venne così ad assumere l'aspetto
di un paese con una densa trama di caseggiati, dal
tipico andamento lineare che ancor oggi lo
contraddistingue.
Il
nuovo castello di San Giovanni in Marignano, sorto
presumibilmente nella seconda metà del Duecento (la più
antica citazione è del 1303), si affermò dunque quale
polo della riorganizzazione del territorio, assorbendo
la popolazione sparsa delle campagne, richiamata
principalmente dalle prerogative produttive e militari
(di difesa) che il nuovo centro andò predisponendo fin
dal suo nascere. L'insediamento fortificato di
Castelnuovo è ancor oggi parzialmente leggibile,
nonostante le manomissioni subite nel tempo. Di chiara
individuazione è l'impianto urbanistico medievale.
La strada
principale, costituisce, all'interno dell'abitato, il
proseguimento della via di comunicazione sulla quale si
impiantò il nuovo insediamento, rappresenta anche
l'asse longitudinale del centro, delimitato alle
estremità da due possenti porte-torri, unici accessi al
castello dall'esterno. Lungo l'impianto viario
principale sorgono nel Trecento La chiesa di S.Pietro,
la sede delle magistrature locali (Domus communis)
e la residenza di Malatesta Malatesta, signore di
Pesaro, di cui si ha documentazione già nel 1389.
La
cosiddetta "via di mezzo" (via XX Settembre),
su cui si affacciano edifici pubblici, abitazioni,
palazzi, botteghe, è anche asse di simmetria per le
strade secondarie, che si svolgono parallelamente ad
essa. Nella documentazione notarile del '400-'500 esse
vengono menzionate come "contrada di sotto"
(lato mare) e "contrada di sopra" (lato
monte). Vicoli e androni articolano e completano
l'assetto urbano, modesto ma vivace, con una fitta trama
di percorsi e di collegamenti fra i due assi principali.
Un recinto murato, realizzato con cortine di laterizio,
dotate di merlature a sporto ed intervallate da alcuni
torrioni, definisce e delimita l'impianto urbano.
L'impianto
di fondazione del Castello Nuovo, quasi
sicuramente a pianta regolare, che risale alla fine del
Duecento, rimase più tardi inglobato in seguito ad
addizioni prodottesi in epoca malatestiana che portarono
alla ristrutturazione della fortificazione e al
conseguente ampliamento dell'abitato, in sovrapposizione
alla maglia regolare originaria (1442 circa).
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